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Quali sono le nuove frontiere dei Big Data Collection e Analysis per predire e migliorare la performance della Supply Chain? Ne abbiamo parlato con Enrico Pana, Group Logistic Manager, DAB Pumps.

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Manufacturing Intelligence: nuove frontiere del Big Data Collection e Analysis per predire, simulare e migliorare la performance della Supply Chain. Ne abbiamo parlato con Enrico Pana, Group Logistic Manager, DAB Pumps.

Crede davvero nel potere dei Big Data? E perché? E’ vero che più del 90% dei dati oggi a disposizione tre anni fa non esisteva, eppure le industrie sono andate avanti senza l’utilizzo dei Big Data (o comunque con modelli di analisi molto inferiori) per decenni.

“Arrivo da un’ esperienza di 15 anni da CIO e ho sempre lavorato su progetti di definizione strutturale dei dati per arrivare poi ad un Big Data coerente. Credo sia fondamentale prendere decisioni in base a definizione di scenari multipli e razionali basati su transazioni e dati veri. Ora se ne parla, finalmente, e il linguaggio che stiamo parlando nella Supply Chain è informatico… anzi digitale!”.

Ritiene che la combinazione tra Big Data e Digital Manufacturing porterà sempre più le industrie verso modelli di produzione on demand?

 “Sicuramente, credo che oltre a modelli di produzione on demand assisteremo ad un’accelerata anche su servizi on demand, precursori con l’ avvento qualche anno fa dell’ outsourcing e del cloud. Dirò di più: un punto fondamentale sarà il workforce on Demand anche in area progettazione e sviluppo di prodotti. Perché inventarsi la ruota? Esistono team globali ultra specializzati da poter attualizzare nel proprio modello di business nel manufactoring, o nel business del futuro”.

 Alla luce di Horizon 2020 e di Industry 4.0, quale sarà il futuro dei Big Data nella Supply Chain?

 “Integrazione e Big Data saranno i cardini principali verso la digitalizzazione. Il futuro sarà molto più concreto e assisteremo a paradigmi di distribuzione logistica anche nel settore manufactoring. Basta pensare a cosa sta succedendo con piattaforme quali Amazon e Google. Il cliente finale parla di logistica, chi acquista un paio di scarpe parla di logistica, e questa evoluzione è anche frutto dell’ utilizzo dei Big Data e dell’ analisi, non solo dei comportamenti dei consumatori, ma anche la definizione di scenari di pick&pay o altro”.

 A livello normativo, auspica interventi da parte del legislatore per agevolare la crescita del mercato. E se sì, quali i più importanti?

 “La parte normativa non è oggi molto chiara, la proprietà e l’ utilizzo dei dati, parliamo di cloud, è ancora in mano ai contratti che vengono definiti tra fornitore di servizi e aziende. Speriamo in una maggiore attenzione alla proprietà ed esclusività del dato assieme ad una maggiore flessibilità legata alla richiesta di avere un mercato reale multivendor, non solo legato ai grandi colossi che lasciano poco, anzi inesistente, spazio di manovra alle aziende medio-piccole”.

 

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