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Come riconfigurare la Supply Chain in ottica Industry 4.0? Stringiamo il focus assieme a Egiziano Iencinella, Pharma H.Q. Industrial Operations Director, Angelini A.C.R.A.F. – Ibconferences
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Come riconfigurare la Supply Chain in ottica Industry 4.0? Stringiamo il focus assieme a Egiziano Iencinella, Pharma H.Q. Industrial Operations Director, Angelini A.C.R.A.F.

Come riconfigurare la Supply Chain in ottica Industry 4.0? Stringiamo il focus su marketing industriale, progettazione, logistica, acquisti, pianificazione assieme a Egiziano Iencinella, Pharma H.Q. Industrial Operations Director, Angelini A.C.R.A.F.

Viviamo nell’era dei dati, raccolti e distribuiti attraverso personal device, piattaforme, social network. Quali sono le KPI che più interessano alle aziende per ottimizzare i processi di produzione?
“I KPI interessanti e utili sono molteplici, ma ne sottolineo un paio che non andrebbero assolutamente sottovalutati: il primo è la velocità dei processi che è un indicatore molto importante da controllare, ossia i tempi di risposta alle richieste del mercato. Il secondo invece è la misurazione della soddisfazione del cliente in real time”

Qualche numero sul piano Italia 4.0. Il governo ha garantito 13 milioni di impegno pubblico per generare un effetto leva da oltre 50 miliardi sull’Industry 4.0 nel triennio 2017-2020. Di questi, quanti pensa andranno a impattare la Supply Chain manifatturiera? E come?

“E’ molto difficile poter stimare le conseguenze esatte di questi provvedimenti. Personalmente mi aspetto un impatto importante, specialmente per quel che riguarda gli investimenti nell’aggiornamento tecnologico e di interconnessione, con un impatto diretto del 30%-40% sulla Supply Chain. Poi bisognerà vedere se gli sforzi fatti e le risorse investite andranno esattamente nella direzione auspicata, che non è affatto scontato”.

Ritiene che la combinazione tra big data e digital manufacturing porterà sempre più le industrie verso modelli di produzione on demand?

“Sì, o almeno lo spero. Bisogna però capire come. Serve una strategia a lungo termine che coinvolga un numero ampio di soggetti. In Italia specialmente abbiamo imprese molto diverse tra loro, perciò servirebbe un punto di vista unificato, ma a mio giudizio siamo un po’ in ritardo. Sui Big Data, ad esempio, questa quantità enorme di dati va selezionata e interpretata, e non tutti possono essere d’accordo farlo nello stesso modo”.

Vuole provare a dirci in parole semplici come l’Industry 4.0 cambierà la Supply Chain all’interno della sua azienda?

“Immagino una riduzione del personale direttamente impegnato nei processi produttivi. Il meccanico con martello e cacciavite sarà destinato a scomparire. Però a questa riduzione del personale diretto corrisponderà un incremento del personale indiretto, cioè più persone che ragionano e interpretano le situazioni in prospettiva strategica. Certamente stano cambiando i paradigmi, basti pensare allo smartworking dove cessa il controllo diretto sul personale ma i dipendenti saranno unicamente valutati sulla base dei risultati e dei progetti, come se fossero tutti liberi professionisti.
Sul settore farmaceutico, in particolare, cosa immagina?

“Nel settore farmaceutico non si può prescindere dalla salute pubblica, perciò tutti i sistemi che producono dati, prima di essere adottati, devono essere validati. Si pone quindi un tema di regolamentazione, maggiori garanzie e controlli che tuttavia corrispondono a maggiori costi”.

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